To**** Posted Sunday at 02:34 PM Per qualche motivo esiste l’idea che essere sottomesso significhi essere debole, spezzato, umiliato. Essere sottomesso NON significa “essere degradato”. NON significa essere reso “meno uomo”. È tutt’altra cosa. Il sottomesso è un uomo che sceglie consapevolmente di cedere il controllo a colei di cui si fida, che prova piacere proprio nel poter essere aperto e vulnerabile accanto alla sua Domina. Un uomo così si sente al suo posto quando è in ginocchio non perché sia stato “spezzato”, ma perché vuole essere lì. Mantiene dignità, lucidità, forza e rispetto per sé stesso, ma sceglie volontariamente di deporre tutto questo ai suoi piedi. Non è “umiliato”. È colui che ha scelto. Perciò, se ti hanno detto: “sei troppo normale, non voglio umiliarti”, non è un complimento alla tua “normalità”. È solo l’ammissione che quella persona non comprende cosa sia la vera sottomissione BDSM. Dominazione e abuso vengono spesso confusi perché esteriormente possono sembrare simili: ordini, punizioni, controllo. Ma interiormente c’è un abisso. La vera dominazione è sempre scambio di energia, non il suo furto. Dominazione e abuso sono opposti. La dominazione è quando offri il potere perché lo desideri e perché ti fidi, con confini chiari. Ti senti al sicuro, anche in ginocchio. L’abuso è quando il potere viene strappato, non accolto come dono, e i confini vengono ignorati. La dominazione ti rende più forte e più stabile. L’abuso distrugge. Una vera Domina non ti lascerà mai in frantumi. La vera sottomissione ti lascia sempre integro. Beh… quasi sempre 😉 Che ne pensate? Vi è mai capitato che dominazione e abuso venissero confusi?
Kinki-Chef Posted 3 hours ago Sì, succede spesso che dominazione e abuso vengano confusi, soprattutto da chi guarda solo la superficie. Se si vedono solo gesti, ordini o posture, è facile fraintendere. La differenza però non sta in ciò che appare, ma in ciò che sostiene la dinamica: consenso esplicito, fiducia, negoziazione e possibilità reale di fermarsi in qualsiasi momento. Quando il potere è scelto e continuamente confermato, è una forma di espressione relazionale. Quando è imposto o manipolato, diventa abuso. La linea di confine non è estetica, è etica. Credo che la confusione nasca dal fatto che culturalmente associamo la vulnerabilità alla debolezza, mentre in realtà può essere un atto di grande forza se è volontaria.
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